[vc_row][vc_column][vc_column_text]C’è una cosa che mi sento ripetere quasi a ogni consulenza, da chi purtroppo convive con i segni dell’acne: “Ho provato di tutto, ormai mi sono rassegnata”. E quasi sempre, poco dopo, arriva la domanda vera, il microneedling per le cicatrici da acne funziona davvero, o è l’ennesima promessa che gira online? Ti rispondo come faccio di persona nel mio studio a Roma, senza giri di parole. Sì, può fare molto. No, non fa miracoli su tutto. E la differenza, come quasi sempre in questo lavoro, sta nei dettagli.
Prima di tutto: che tipo di cicatrice hai?
Questo è il punto che in genere viene saltato quando si parla di microneedling su cicatrici, e invece è il primo che guardo io, perché “cicatrice da acne” non vuol dire niente di preciso: ce ne sono di diversi tipi e ognuna risponde in modo diverso al trattamento.
La maggior parte dei segni che vedo sono cicatrici atrofiche, cioè quelle in cui la pelle è “scesa”, incavata, perché durante la guarigione dell’acne, parte del tessuto è andato. Queste sono le classiche fossette, alcune larghe e morbide, altre più nette e a punta ed è proprio su queste che il microneedling può lavorare meglio e avere effetti più visibili. Altra cosa sono le cicatrici in rilievo o per i cheloidi, dove l’approccio è un altro e dove a volte è più onesto dirti che non è il trattamento giusto. Per questo motivo ritengo che anche nel caso del microneedling sia molto importante la consulenza, perché posso toccare la pelle, guardarla in controluce e farti domande specifiche che mi aiutano a capire la strada migliore da percorrere. Senza questo passaggio, qualsiasi promessa sul risultato è aria fritta. Da quando ho iniziato a fare il microneedling purtroppo ho già dovuto dire no ad almeno due clienti, ma non perché non potessero fare il trattamento, semplicemente perché avevano delle aspettative che il microneedling non avrebbe soddisfatto e io ho preferito essere onesta fin da subito.
Come agisce il microneedling sulle cicatrici
Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Con uno strumento dotato di micro-aghi sterili creo tantissime micro-stimolazioni controllate sulla pelle: piccolissime, superficiali, mirate. Il corpo le legge come un segnale e risponde producendo nuovo collagene ed elastina, le due proteine che danno alla pelle struttura e compattezza. Questa tecnicamente si chiama induzione di collagene: in pratica, riempi la fossetta dall’interno, un po’ alla volta, con il tessuto della pelle stessa, niente di estraneo, niente di iniettato.
Se vuoi capire bene il funzionamento di base, ne ho parlato in modo più ampio in come funziona davvero il microneedling: lì trovi il quadro generale, in questo articolo invece ho preferito concentrarmi su cosa cambia quando l’obiettivo sono i segni dell’acne.
Un’altra cosa molto importante da capire è il tempo. Il collagene non si forma in un pomeriggio, la pelle continua a rimodellarsi per settimane dopo ogni seduta, motivo per cui io consiglio di far passare almeno 3 o 4 settimane tra un trattamento e l’altro. I risultati arrivano gradualmente, ed è anche il motivo per cui diffido sempre di chi ti mostra il “prima e dopo” a distanza solo di pochi giorni, sicuramente un piccolo miglioramento sarà anche visibile nei giorni successivi, ma per dare stabilità al risultato servono più sedute e più tempo.
Cosa aspettarsi davvero…e cosa no
Qui voglio essere chiara, perché è la parte dove si gioca tutto. Il microneedling sulle cicatrici da acne migliora, ma raramente cancella. Nella mia esperienza la maggior parte delle persone, dopo un ciclo di sedute vede la pelle più uniforme, le fossette meno marcate, la luce che non “cade” più dentro i segni come prima, un risultato che si nota, soprattutto nel viso. Ma se arrivi pensando di tornare alla pelle che avevi a quindici anni, preferisco dirtelo subito, purtroppo questo non avverrà. Quello che invece succederà è proprio che anche una minima diminuzione delle cicatrici e una maggiore luminosità generale della pelle verranno percepite e quindi un effetto miglioramento è sicuramente possibile.
Le parole valgono fino a un certo punto, per questo ho deciso di mostrarti un caso vero. Nella foto qui sotto vedi il percorso di una mia cliente seguita nel mio studio a Roma, fotografata dopo la prima, la seconda e la terza seduta di microneedling. Non ho ritoccato nulla: è quello che si vede a occhio, con la stessa luce e la stessa angolazione, perché il confronto abbia davvero senso. Guarda come, seduta dopo seduta, la pelle diventa via via più uniforme e luminosa. È proprio il miglioramento graduale di cui ti parlavo: niente magia in un colpo solo, ma un cambiamento reale che si costruisce nel tempo.
Parliamo di sedute multiple, non di una sola: in genere un ciclo, distribuito nell’arco di diverse settimane, perché tra una seduta e l’altra la pelle deve avere il tempo di rispondere. Nei giorni successivi al trattamento è normale un rossore simile a una leggera scottatura, che di solito si attenua velocemente, in alcuni casi anche nel giro di poche ore. La protezione solare dopo il trattamento, soprattutto se fatto nei mesi estivi, non è un consiglio tra i tanti: è la condizione perché il lavoro fatto non venga vanificato.
Poi c’è una cosa che dico sempre a tutte le mie clienti, il risultato dipende anche da quanto è “vecchia” la cicatrice, dal tuo tipo di pelle, da come reagisce. Due persone con segni che a occhio sembrano uguali possono avere percorsi completamente diversi. Non è una scienza esatta, è un lavoro di pazienza.
Quando è meglio aspettare
Ci sono situazioni in cui in studio dico di no, o di rimandare e chi mi conosce lo sa bene, perché è lo stesso approccio che utilizzo anche per il microblading. Non per prudenza eccessiva, ma perché trattare nel momento sbagliato significa rischiare di peggiorare le cose. Le principali sono queste:
- Acne ancora attiva sulla zona: prima si calma l’infiammazione, poi si lavora sui segni. Mai il contrario.
- Infezioni o lesioni in corso nell’area da trattare.
- Tendenza ai cheloidi, cioè a cicatrici che crescono in rilievo: qui il microneedling può fare più male che bene.
- Alcune condizioni della pelle o terapie in corso che meritano una valutazione caso per caso.
Non è una lista per spaventarti. È esattamente il tipo di cose che emergono in una consulenza fatta bene, e che nessun articolo può sostituire, perché vanno guardate dal vivo sul tuo viso, non sullo schermo attraverso una foto. Io capisco perfettamente che chiedere di venire per una consulenza a volte può essere noioso, perché bisogna trovare tempo e spesso si vorrebbe subito partire con il trattamento, ma per esperienza e per rispetto nei vostri confronti io preferisco lavorare così, l’unica cosa che potevo fare e che infatti ho fatto, è offrire la consulenza gratuita per tutti i miei trattamenti, prima ci conosciamo, io posso capire i vostri bisogni e voi potete anche valutare me, dopodiché se entrambi siamo sicuri, procediamo con il trattamento.
In conclusione, parliamone
Il microneedling per le cicatrici da acne è uno degli strumenti più validi che ho a disposizione per questo tipo di inestetismo, a patto di sapere cosa aspettarsi e di non bruciare le tappe. Funziona, ma funziona bene quando la cicatrice è quella giusta, il momento è quello giusto e chi lavora ha l’esperienza per leggere la tua pelle.
Se convivi con questi segni da tempo e ti sei già rassegnata, prima di rinunciare valutiamo insieme se nel tuo caso ha senso provare e, se preferisci capire prima quando conviene iniziare un ciclo, ne ho scritto in microneedling a Roma: quando farlo. La consulenza in studio serve proprio a questo: guardare, capire, e dirti la verità, anche quando la risposta è “aspettiamo”.
Scopri sulla mia pagina principale la mia filosofia e tutto ciò che posso fare per te![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]
[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row]
